Merito Marfan

Questa mattina ho aperto gli occhi al sole che splende su Roma.
Il mio primo pensiero appena sveglia?
Uno dei meriti che attribuisco alla Sindrome di Marfan è quello di avermi fatto conoscere, in brevissimo tempo (giusto qualche mese), persone incredibili. Tutte talmente diverse tra loro, ognuno con il proprio vissuto e bagaglio di esperienze. Ogni sguardo è diverso dall’altro e ogni modo di affrontare le cose è a volte impercettibilmente distaccato dal mio. Ma ogni singola persona ha qualcosa che splende dentro. Una forza nuova, robusta o vacillante che sia. Lo stesso splendore che mi sta trasmettendo tanto. Perché quando porti con te qualcosa con cui devi imparare a convivere, una delle strade migliori da percorrere è sicuramente conoscere altre persone che possono capire quello che ti trovi davanti. Pensa come ciò che ti si ripresenterà ogni giorno pronto a farti lottare con tutte le tue forze è esattamente lo stesso scenario che altri migliaia di occhi vedranno di fronte a loro.
Per 25 anni ho creduto di essere forte e che non avessi bisogno di niente e nessuno. In realtà mi sbagliavo. Condividere la mia esperienza è stata una vera ricchezza per lo spirito e per le mie azioni. Il mio modo di vedere la Marfan sta cambiando, sempre più in maniera positiva e mi piace sperare che questo possa essere da esempio.
Penso che questa patologia sia una di quelle cose che apparentemente ti toglie la libertà prima di tutto. In realtà nasconde qualcosa che va scoperto e riscoperto giorno dopo giorno.
E’ predisponendoci al desiderio di conoscere realtà nuove che possiamo ritrovare negli altri essenze che crediamo neanche possano esistere.

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